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La ricchezza (morale) di una nazione

Scritto da: il 05.09.11 — 0 Commenti
Ho cercato in questi giorni di comprendere le strategie, di seguire i criteri di programmazione o di intuire quale scenario i nostri governanti preparavano per il futuro. Questa attenzione e questo sforzo, fino ad oggi, sono stati vani. Per prima cosa è difficile seguire il susseguirsi delle proposte e delle modifiche sull'una o l'altra voce del bilancio dalla quale dovrebbe derivare la copertura finanziaria per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 (lotta all'evasione, tagli ai ministeri, tagli agli enti locali, azzeramento delle province). Poi l'ulteriore difficoltà è data dalla ricerca della ratio, politica od economica poco importa, delle singole proposte. Su tutte mi vorrei soffermare su due, la riforma del sistema pensionistico e il dimezzamento del numero di parlamentari, che mi sembrano particolarmente indicative dello stato in cui versa la nostra Repubblica. Riformare il sistema delle pensioni è sicuramente un passo necessario ed importante per il controllo strutturale della spesa pubblica, ma come si fa a chiedere questo sacrificio a coloro che hanno onorato il contratto di lavoro ed anche il riscatto del periodo di laurea e militare integrando le fatiche personali con il versamento di contributi integrativi? Può un Paese che si è reso conto dell'altissimo tasso di disoccupazione giovanile posticipare ulteriormente l'uscita verso la pensione di lavoratori che ormai sono di difficile riallocazione e di quasi impossibile trasformazione e aggiornamento? Come può anche solo pensare la nostra classe dirigente di disattendere le aspettative e i diritti acquisiti con il lavoro ed il versamento delle indennità di riscatto? L'altro tema è ancora più spinoso, soprattutto da un punto di vista di etica della classe dirigente. E' possibile ancora remorare sulla riduzione/dimezzamento del numero di parlamentari? Le domande dei cittadini, per quanto fomentate dalla crisi e dalla rabbia, sono legittime. E', infatti, normale chiedersi perchè un parlamentare si possa permettere un pranzo da ristorante ...
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