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Da grande

Scritto da: il 28.09.10 — 1 Commento
Sabato 25 settembre 2010 si è spento il Dr. Ambrogio Mazzeo. Il Dr. Mazzeo è stato un pilastro della sanità siciliana e specialmente catanese. Raccontare i successi professionali di questo uomo, per chiunque abbia avuto la fortuna di lavorare accanto a lui, è raccontare i traguardi di una famiglia, fatta di persone diversissime, ma tutte fiere di avere lui come capo. La sua più grande impresa resta l’Azienda Ospedaliera Universitaria Vittorio Emanuele, dove è riuscito in dodici anni di ininterrotto lavoro ed impegno, a trasformare uno degli ospedali storici della città in una azienda modernamente organizzata, tecnologicamente all’avanguardia e capace di dare ai siciliani la qualità delle prestazioni sanitarie cui costituzionalmente hanno diritto. Si potrebbe continuare ancora per molto altro tempo raccontandone la grandissima capacità manageriale e la competenza tecnica che lo hanno portato anche ad ottenere il via libera per l’avvio dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale “S. Marco” a Librino, ma quello che più colpisce della grandezza di questo uomo era la capacità di scegliere le persone, di motivarle, di cambiarle con uno sguardo, trasmettendo in un istante i sogni e la volontà ferrea di eccellere e di servire lo Stato. Io – rubo una frase al Dr. Paolo Cantaro – “sono stato scelto e lo ho scelto” e negli ultimi sei anni ho avuto l’onore di lavorare sotto la sua guida, ho dedicato tempo ed energia per realizzare la sua visione di azienda e di sanità e quello che sono oggi lo devo alle possibilità e alla fiducia che mi ha dimostrato. Questo era il direttore generale, probabilmente il migliore che abbia mai diretto un’azienda ospedaliera, ma il Dr. Mazzeo non era solo questo e anche quando la vita lo ha messo di fronte ad una grandissima sofferenza è stato capace di stupire e commuovere tutti mostrandosi ancora più ...

Vecchie abitudini: il salvadanaio

Scritto da: il 02.09.10 — 1 Commento
Pur avendo passato da un pezzo l'età in cui mi venivano regalate le monetine da 100 e 500 lire "per metterle da parte per comprarmi un giocattolo o le figurine", continuo a considerare importantissimo il messaggio collegato a quel semplice gesto. Pochi giorni fa ho, infatti, deciso di ripristinare in famiglia un'usanza molto vecchia: il salvadanaio. Per quanto possa sembrare anacronistico è un oggetto che ha grande significato e che forse, proprio per il contesto in cui stiamo vivendo attualmente, dovrebbe tornare in auge in ogni famiglia. Perché il salvadanaio? Risparmio e responsabilità In un momento in cui soffiano i venti della crisi e dell'incertezza economica appare sempre più importante recuperare il controllo della spesa familiare riducendo anche quella tendenza all'indebitamento sempre più incentivata dagli acquisti rateizzati a  tasso zero o dall'uso di carte revolving di cui abbiamo già parlato. L'introduzione nel sistema "famiglia" del salvadanaio permette da un lato il congelamento e recupero di risorse utili alla creazione di un tesoretto da utilizzare in casi di emergenza o per spese programmate senza attingere a finanziamenti di terzi per beni "futili" e non azzera la capacità di spesa corrente garantendo  l'immissione di nuove risorse nel mercato, dato che è un bene che l'economia "giri". Il valore del salvadanaio è ancora più rilevante se valutato nell'ottica dell'insegnamento  e della responsabilità dato  che assegnando un salvadanaio ad ogni membro della famiglia, soprattutto i più piccoli,  è più facile spiegare il valore del denaro ed istituire un sistema premiante. Attraverso le monetine che ognuno di noi, bambino, metteva da parte nel suo maialino/barattolo o chissà che altro, si apriva un mondo di desideri e sogni; chi non ricorda di aver sentito la frase "mettili nel salvadanaio e quando sarà pieno ti compreremo...". E si vedeva crescere il gruzzolo piano piano, ogni giorno, fino al momento fatidico del premio. Si imparava ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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