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La regione Sicilia approva le linee guida per il Piano della Performance

Scritto da: il 18.10.11 — 0 Commenti
Un po' di perplessità aveva suscitato la nota del 28 gennaio 2011 con la quale l'Assessorato Regionale alla Salute comunicava alla aziende sanitarie l'obbligo di predisporre il "Piano della Performance 2011-2013" entro il 31 gennaio dello stesso anno. Le perplessità derivavano dal complesso iter da attivare (adozione Piano della Performance, rideterminazione dei contratti integrativi, informazione ai sindacati) e dalle implicazioni e dalle conseguenze che determina l'individuazione della decorrenza della validità delle disposizioni del D.Lgs 150/2009. Le linee guida regionali Con decreto dell'Assessore alla Salute del 26 settembre 2011 - da pag. 26 della Gazzetta Ufficiale Regione Sicilia n°43 del 14 ottobre 2011 - Sono state emanate le linee di indirizzo regionali in materia di verifica e valutazione del personale dipendente del S.S.R. Il documento è sicuramente un importante punto di partenza per l'introduzione delle innovazioni previste dal D.Lgs. 150/2009 e dovrebbe permettere un'applicazione uniforme tra le diverse aziende sanitarie regionali, almeno in linea teorica. Ritengo che questo sforzo legislativo potrà essere a pieno valutato solo in seguito alla approvzione dei singoli regolamenti aziendali di valutazione delle performance e dal confronto tra gli approcci e i comportamenti assunti dalle singole aziende. Solo un dubbio mi sorge e precisamente sulla definizione delle fasce di merito previste dall'art. 19 del D.Lgs. 150/2009. Le linee di indirizzo regionali, infatti, propongono una disapplicazione della fascia alla quale non dovrebbe essere erogata la retribuzione di risultato/produttività fino alla stipula dei nuovi contratti colllettivi nazionali che non mi sembra essere contemplata dalla normativa quale potestà regolamentare delegata alla Regione.

Il Decreto Legislativo 150/2009 – L’applicabilità al Servizio Sanitario Nazionale

Scritto da: il 14.10.11 — 0 Commenti
Il Decreto Legislativo 150/2009, meglio conosciuto come Riforma Brunetta, è nato alla fine dell’anno 2009 sull’onda della campagna di riposizionamento della Pubblica Amministrazione attraverso la “lotta ai fannulloni”, la riduzione dell’assenteismo e sulla spinta del necessario recupero di efficienza dell’intero sistema di produzione ed erogazione dei servizi/beni pubblici. Lo spirito ed i principi che in essa sono contenuti rappresentano da un lato la summa del processo di privatizzazione del pubblico impiego che era stato avviato negli anni ‘90 e successivamente con il D.Lgs 165/2001, dall’altro  lo strumento di rivoluzione dei ruoli e delle responsabilità della dirigenza e del pubblico dipendente in materia di trasparenza, valutazione, merito e del correlato sistema premiante. La norma Volendo riassumere brevemente gli obiettivi che la riforma riteneva necessario raggiungere vanno evidenziati: La maggiore responsabilità nella gestione affidata alla dirigenza: La ricerca di una maggiore efficienza allocative delle risorse tecniche ed umane; La ricerca di una generale maggiore produttività del lavoro pubblico da conseguire attraverso la riorganizzazione del lavoro, la promozione dei percorsi di carriera e del merito e la trasparenza; La contrazione degli spazi di contrattazione sindacale in materia di organizzazione degli uffici e del lavoro; Il testo del decreto, proprio per la vastità ed eterogeneità degli interlocutori cui si rivolge, risulta in alcuni casi di difficile interpretazione e dove non è stata prevista una puntuale identificazione dei tempi e delle modalità di applicazione, aumenta considerevolmente il rischio di cadere in ritardi di applicazione, erronee interpretazioni ed interventi di organi ed enti non competenti alla chiarificazione delle disposizioni contenute nel richiamato decreto. Cosa succede al Servizio Sanitario Nazionale? Per questo settore della Pubblica Amministrazione la mescolanza tra principio di competenza legislativa unito a quanto previsto dall’art.16 comma 1, dall’art. 29 comma 1 e dall’art.31 del 150/2009 hanno originato diversi approcci interpretativi e hanno richiesto successivi interventi di chiarimento anche da parte della CIVIT (delibera ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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