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Le operazioni in valuta estera – I crediti e i debiti commerciali

Scritto da: il 26.08.09 — 0 Commenti
La dimensione dei mercati in cui oggi operano le imprese è spesso superiore ai confini nazionali ed in molti casi eccede anche il limite dell’area Euro, evidenziando la necessità di registrare acquisti o vendite in valuta straniera. Se alla chiusura dell’esercizio contabile tutte le operazioni in valuta estera sono già state regolate avremo già effettuato le scritture necessarie, ma se invece abbiamo dei crediti o dei debiti in valuta estera dobbiamo affrontare tre problemi: la valutazione del credito; la rilevazione di utili o perdite; l'eventuale copertura del rischio su cambio. L’articolazione delle operazioni contabili necessarie alla redazione del bilancio di esercizio è molto diversa in ragione della tipologia dell’azienda per cui si lavora (quotata o non quotata, parte di un gruppo internazionale, ecc), dato che, oltre al bilancio redatto secondo i principi del codice civile, deve essere approntato un bilancio che segua i principi contabili internazionali. Ma procediamo con ordine. La normativa nazionale L’art. 2525 del codice civile individua l’area di registrazione delle perdite o degli utili su cambi alla voce C17 bis del conto economico. L’art. 2425 bis precisa che “I ricavi e i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta devono essere determinati al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta”. L’art. 2426 al punto 8 bis integra i criteri di valutazione del precedente articolo aggiungendo che “le attività e le passività in valuta, ad eccezione delle immobilizzazioni, devono essere iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell'esercizio ed i relativi utili e perdite su cambi devono essere imputati al conto economico e l'eventuale utile netto deve essere accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al realizzo”. Appare opportuno rilevare che esiste un trattamento asimmetrico dell’utile su cambio rispetto alla perdita che rimane indisponibile sino all’effettiva realizzazione, mentre la perdita incide direttamente sulle ...

Il bilancio di esercizio – Struttura

Scritto da: il 04.08.09 — 1 Commento
La redazione di un bilancio di esercizio non è certo un compito semplice: è necessario conoscere la normativa che lo regola, avere familiarità con i principi contabili ed essere in grado di interpretare e classificare le diverse voci di costo/ricavo nella maniera più conveniente e corretta per l'azienda. Direi che un buon modo per accostarsi ai processi che conducono alla redazione del bilancio sia analizzarne prima di tutto la struttura, in modo chiaro e approfondito. Una breve definizione Tutte le società che esercitano attività economiche sul territorio nazionale sono obbligate, con cadenza annuale, a redigere un documento contabile di riepilogo che contenga informazioni sia sugli eventi accaduti nel periodo di riferimento sia sulle relative conseguenze economiche e finanziarie. Pur con delle differenze e  semplificazioni per le aziende di dimensione o con volume di affari più contenuto il modus operandi e i principi da seguire sono simili per tutte le tipologie di società. Il legislatore ha provveduto a definire regole, principi e contenuti di questo documento di riepilogo dedicando un’intera sezione del Libro V (Del Lavoro) del Codice Civile. L’art.2423, infatti, attribuisce il compito di redazione del bilancio di esercizio agli amministratori ((È amministratore il soggetto cui è delegata la gestione della società. Il numero di amministratori è variabile e deve essere definito nell’atto costitutivo. Uno degli elementi che influenzano il numero degli amministratori è la forma sociale dell’azienda. È, infatti, costante nelle società per azioni la presenza del consiglio di amministrazione da cui provengono le strategie e le azioni che pone in essere una società.)) e definisce la composizione individuando tre elementi costitutivi: conto economico; stato patrimoniale; nota integrativa e relazione sulla gestione. Gli articoli successivi costruiscono la struttura di riferimento del bilancio e il contenuto sia del conto economico sia dello stato patrimoniale. Limitarsi alla funzione obbligatoria di questo documento è, tuttavia, riduttivo dato che il bilancio ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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