Le strategie di investimento. La minimizzazione del costo corrente per interessi passivi

Scritto da: il 23.09.11
Articolo scritto da . Ignazio Del Campo, laureato Bocconi, Master in Economia e Management delle aziende sanitarie. Lavoro in una azienda ospedaliera siciliana come dirigente amministrativo; mi occupo del sistema di gestione dei flussi documentali, del sistema di contabilità analitica, dei sistemi di programmazione e monitoraggio degli acquisti.

Il problema del debito delle famiglie ultimamente è stato oscurato dal tema del declassamento del debito di interi Stati (USA, Italia, Grecia), ma resta un importantissimo elemento nella valutazione dello stato di salute di una economia. Altrettanto rilevante è osservare come in tutti i casi in cui  si avvia una procedura di declassamento del debito e dove è già stata avviata gli stati per garantire il recupero delle risorse finanziarie necessarie inizino ad attaccare quelli che sono gli asset certi delle famiglie.

La casa ed il patrimonio immobiliare

In Grecia l’assalto al patrimonio immobiliare è cominciato da almeno un paio di mesi e le manovre di aggiustamento o di riordino/riqualificazione della spesa (siamo arrivati alla manovra TER) stanno ormai raschiando il fondo del barile ed incidono pesantemente su molte forme di agevolazione cui accedono direttamente le famiglie come nel caso della deducibilità degli interessi di mutuo per acquisto della prima casa.

In Italia? Cosa succede? In Italia la manovra ha cominciato ad incidere sugli stessi temi prevedendo i primi tagli delle detrazioni fiscali sugli interessi di mutui a partire dal 2012 (-5%), fatta salva la possibilità del Governo di esercitare la delega prevista nel provvedimento.

Cosa fare?

A questo punto ogni famiglia che si trova con un mutuo per acquisto della prima casa deve affrontare l’analisi della struttura del debito della famiglia, della sostenibilità dei nuovi costi (minore detrazione fiscale) legato all’andamento dei tassi. Quello che è secondo me importante è comprendere che il mutuo ed ogni altro finanziamento non sono contratti da cui non si può uscire o dai quali non si può comunque trarre un beneficio. Con l’introduzione della possibilità di surroga agevolata e con l’attuale livello dei tassi è possibile l’attuazione di una strategia di minimizzazione dei flussi finanziari in uscita. Tale strategia può riguardare sia un atteggiamento “aggressivo” nei confronti del debito attraverso il tentativo di sfruttare al massimo le nuove condizioni di negoziazione offerte dall’operatore finanziario che accetterebbe la surroga, sia un atteggiamento più conservativo da realizzare attraverso la rimodulazione della durata complessiva del mutuo. Le due strade possono essere inoltre combinate a seconda delle opzioni disponibili sul mercato nei casi in cui si dovesse affrontare una riduzione importante delle entrate, almeno nel breve periodo.

Con la strategia di surroga, infatti, si cercano le migliori condizioni di tasso (fisso, variabile, varibile con cap) e rata (fissa o costante) da sostituire alle condizioni previste dal contratto di mutuo già stipulato. Nel caso della rimodulazione della durata la logica è quella di non valutare il tempo come vincolo inamovibile, ma considerare come unico vincolo le risorse economiche in quel momento o nel medio periodo disponibili.

Alla fine l’obiettivo  è  ristrutturare il livello dei flussi finanziari in uscita così da compensare le minori entrate della famiglia (qualora ci fossero) e comunque così da compensare la riduzione delle disponibilità finanziarie derivante dalla forbice sulle detrazioni fiscali.

 

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple