La via del declassamento ed i piccoli investitori

Scritto da: il 20.09.11
Articolo scritto da . Ignazio Del Campo, laureato Bocconi, Master in Economia e Management delle aziende sanitarie. Lavoro in una azienda ospedaliera siciliana come dirigente amministrativo; mi occupo del sistema di gestione dei flussi documentali, del sistema di contabilità analitica, dei sistemi di programmazione e monitoraggio degli acquisti.

Il rating dell’Italia passa da A+ a A. La notizia arriva quasi come una schiaffo dopo il mese di ossigeno concesso da Moody’s. Forse c’era da aspettarselo, forse no. Come nel caso del declassamento dell’America, le voci si sono rincorse e hanno presentato agli investitori comuni scenari completamente contrapposti.

Oggi sarà un’altra giornata di lacrime e sangue. Giorno in cui si dovrà, forse quasi con impotenza, guardare agli indici di borsa che scendono e allo spread tra BTP e BUND (lo spread rappresenta la forbice tra i rendimenti a parità di periodo di tempo dei titoli di stato italiani e tedeschi. A maggiore spread corrisponde un maggiore tasso di rischiosità dell’investimento italiano) che sale.

I piccoli investitori non hanno certo potuto usufruire di informazioni privilegiate e negli ultimi tre mesi sono stati spettatori dello sfacelo finanziario e della perdita costante di valore dei loro portafogli di investimento, o almeno quelli con forte componente azionaria.

Cosa fare?

Valutando da un punto di vista strettamente economico la lettura dell’evoluzione del mercato azionario mostra in maniera abbastanza chiara i reali rapporti tra le economie mondiali e alcuni punti deboli del nostro sistema. Per prima cosa è necessario non farsi prendere dal panico. Vendere ed entrare nella spirale del recupero delle mollichine non giova e non è una strategia vincente. A questo punto è importante capire bene come è articolato il nostro portafoglio titoli, rileggere tutti i documenti di investimento che la banca ci avrà consegnato quando abbiamo autorizzato gli investimenti e prendere piena consapevolezza della reale consistenza del patrimonio.

Strategia

Premetto che non sono un guru della finanza e che fino ad oggi mi sono limitato a gestire un patrimonio non particolarmente consistente, ma nel fare investimenti ho sempre seguito la regola della fissazione del limite massimo di perdita sopportabile, cioè ho fissato a priori il livello di rischio del portafoglio (non del singolo investimento) e ho accettato di potere perdere una parte dello stesso. Nel fissare il livello di rischio ho valutato alcuni elementi che ritengo siano importanti e cioè i progetti di medio lungo periodo (acquisto casa, ristrutturazione, acquisto di una macchina), gli eventi imprevedibili (danni di terzi, furti, spese mediche per i quali è sempre opportuno tenere una piccola riserva di emergenza) ed infine la percentuale di patrimonio non indispensabile per la gestione della spesa corrente e non necessario al bilanciamento delle entrate e delle uscite che può essere investito anche con il rischio di perdere qualcosa.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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