Investimenti in borsa e buon senso

Scritto da: il 28.07.09
Articolo scritto da . Ignazio Del Campo, laureato Bocconi, Master in Economia e Management delle aziende sanitarie. Lavoro in una azienda ospedaliera siciliana come dirigente amministrativo; mi occupo del sistema di gestione dei flussi documentali, del sistema di contabilità analitica, dei sistemi di programmazione e monitoraggio degli acquisti.

Il venditore di meridiane, da Hercules della DisneySe qualcuno in strada vi si avvicina e vi dice che potete comprare un oggetto del valore di 100 € a 40 € pensate oppure a una truffa o che l’oggetto è di dubbia provenienza. In queste occasioni, ci fermiamo a pensare, attiviamo alcuni dei nostri formidabili meccanismi di difesa, quali il dubbio, il ragionamento e il buon senso; e alla fine decidiamo di rischiare oppure no.

Quando un agente di borsa o la nostra banca propongono di investire 100 € e di riceverne tra un anno 130 € o più noi spegniamo il cervello e accettiamo, già pregustando la cedola di dividendi che verrà staccata.

Perché la seconda proposta non è guardata con sospetto? Perché dovrebbe essere possibile ricevere un rendimento del 30% in un anno senza un rischio considerevole?

Asimmetria informativa

La risposta alla prima domanda è che si tratta di asimmetria informativa di tipo “selezione avversa” (l’esempio più famoso è il modello sviluppato da Akerlof1 adattato sul mercato delle auto usate).

In parole povere: gli elementi di rischio nella vendita di attività finanziarie, titoli o azioni sono note al venditore e sono presenti, almeno in parte, nei fogli informativi. Ciò che distorce la nostra percezione di tale rischio è il ruolo che nella transazione noi assegniamo all’agente di borsa. Per noi è il consigliere che si preoccupa del nostro patrimonio e di valutare l’equilibrio e la coerenza tra la propensione al rischio e il portafoglio degli investimenti e pertanto ci affidiamo, spesso, alle sue scelte personali.
Un po’ come il rapporto medico-paziente di tanti modelli sociologici.

Rischio – Rendimento

La risposta alla seconda domanda deriva da una velocissima analisi degli elementi costitutivi del sistema economico mondiale. Operiamo, infatti, in un sistema che pur con qualche differenza è a base capitalistica, che è caratterizzato da rendimenti decrescenti dei fattori produttivi utilizzati2 e che non è in crescita.
È molto difficile ottenere dei guadagni così alti quando i rendimenti delle principali attività finanziarie (conti correnti, B.O.T., assicurazioni, quote di fondi comuni etc.) superano con fatica il 4% annuo.

Investire è sicuramente una buona cosa per la propria economia familiare e per il sistema, ma per giocare in borsa le regole sono le stesse di quando si gioca d’azzardo: si deve essere disposti a perdere, ci si deve sapere fermare e non si deve investire un capitale che è necessario al sostentamento della famiglia o a tutela di altre garanzie.

Che fare?

Anche quando è una banca o qualsiasi altro istituto finanziario a proporre un investimento è necessario procedere con cautela verificando che:

  • L’importo non sia stato destinato a fondi studio per figli oppure come eventuale fondo di sicurezza della famiglia;
  • non comprometta l’equilibrio finanziario di breve periodo della famiglia (se si dispone di 5.500 euro sul c/c valutare attentamente se investirne più di 4.000);
  • la tipologia di strumento finanziario (quota di fondo comune di investimento, titoli di stato, azioni, strumento derivato etc.) e la sua struttura (misto, puro, derivato) siano coerente con la propria propensione al rischio e siano coerenti con la struttura del portafoglio (se sto costruendo un fondo di sicurezza è opportuno evitare fondi azionari puri e strumenti privi di garanzia del capitale)

L’ultimo consiglio è quello di non accettare immediatamente: prendete il tempo necessario per leggere i documenti informativi, cercate informazioni via internet, su wikipedia, in biblioteca e cercate di capire i reali rischi dell’investimento.

  1. Il mercato offre sia auto in buono stato sia in cattive condizioni. Chi acquista non conosce in anticipo le condizioni dell’auto che acquisterà. L’acquirente si aspetterà di trovare un’auto di media qualità e sarà disposto a pagarla un prezzo coerente con il valore di un’auto di media qualità. Questa semplice ipotesi ha come prima conseguenza la non convenienza alla vendita per che chi vuole vendere un’auto di elevata qualità non permettendo l’ingresso nel mercato di auto usate di beni di qualità superiore.
    La riduzione della disponibilità di auto buone riduce il livello qualitativo medio, inducendo un ribasso delle aspettative sulla qualità delle auto da parte dei compratori. Tale meccanismo continua per livelli di prezzi e qualità coerenti fino a rendere disponibili sul mercato solo “i bidoni”. Se non si introducono strumenti necessari alla correzione dell’asimmetria e al monitoraggio della qualità dei prodotti il mercato offrirà solo prodotti scadenti e altamente rischiosi. []
  2. La vostra giornata lavorativa è articolata su 8 ore e guadagnate 80 € al giorno (10€ per ora) e producete 100 scarpe al giorno (10 scarpe ora). Quindi il vostro rendimento è 10 scarpe ora al costo di 10€ (1€ per scarpa)
    Se vi chiedono di rimanere 2 ore in più il vostro costo orario sale a 12€ ora, mentre la vostra capacità produttiva, in ragione della stanchezza e di altri fattori, si attesta intorno alle 8 scarpe ora.
    La vostra nuova produttività è pertanto 8 scarpe ora al costo di 12€ (1,5€ per scarpa).
    Lo stesso ragionamento è applicabile a tutte le risorse che possono essere utilizzate in un processo produttivo. []
  • Noe

    Grande Welby!
    Questo articolo è ancora più interessante del primo, perché dà consigli utili, in modo semplice!

    Continua così!
    We love you!
    :-p

    Wallaby.

  • Loredana Marini

    Ottimo consiglio!
    Informatevi e non fatevi fregare!!!

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