Energia solare e incentivi economici

Scritto da: il 30.08.10
Articolo scritto da . Ignazio Del Campo, laureato Bocconi, Master in Economia e Management delle aziende sanitarie. Lavoro in una azienda ospedaliera siciliana come dirigente amministrativo; mi occupo del sistema di gestione dei flussi documentali, del sistema di contabilità analitica, dei sistemi di programmazione e monitoraggio degli acquisti.

Tetto con pannelli fotovoltaici (Wikipedia)Tra le voci che più incidono sul bilancio familiare c’è il costo per l’acquisto di energia elettrica, acqua potabile, combustibile per riscaldamento che costituiscono il fabbisogno energetico di ogni famiglia. Il mercato di questi beni è quasi sempre in regime di bassa concorrenza e solo recentemente il consumatore può beneficiare di prezzi inferiori grazie all’incremento del numero di provider di “public utilities”, come nel caso dell’energia elettrica. Proprio quest’ultimo settore è quello che si presenta in maniera più interessante, dato che permette la realizzazione di strategie innovative per la riduzione della spesa della singola famiglia come l’installazione di un impianto fotovoltaico o, più semplicemente, a energia solare.

Cosa è un impianto fotovoltaico? Come funziona?

Un impianto fotovoltaico è un sistema che permette di produrre energia elettrica sfruttando l’assorbimento attraverso appositi pannelli dell’energia solare. È costituito, oltre che dai pannelli, da un inverter1 e dal quadro di controllo e di sicurezza. La potenza, cioè la capacità di raccogliere e generare energia, si misura in KWP (kilowatt picco).  Per ogni KW di energia prodotta, grazie al metodo dello scambio sul posto2, si ottiene la possibilità di utilizzarlo istantaneamente per la propria abitazione (autoconsumo) oppure lo si può cedere alla rete ad un prezzo che è più alto rispetto al costo di acquisto della energia in rete (tariffa incentivante). Il periodo di validità della tariffa incentivante è di venti anni.

Chi può installare un impianto e quanto costa?

Da un punto di vista tecnico l’installazione dovrebbe essere affidata solo ad aziende specializzate e il mio consiglio personale è quello di scegliere qualcuno che abbia una consolidata esperienza e la presenza di una squadra di manutenzione almeno nella stessa provincia dell’immobile su cui si installa l’impianto. Da un punto di vista pratico la vera domanda è se un impianto può essere installato in qualsiasi abitazione oppure se esistono dei vincoli.

Per prima cosa bisogna considerare lo spazio necessario per i pannelli, minimo di 22 metri quadrati per un impianto da 3kw, e la modalità di installazione, ove possibile3: integrata, semi intregrata, esterna. La modalità integrata o BIPV4 è la soluzione leggermente più onerosa, ma che presenta il minore impatto architettonico rispetto alla struttura originaria dell’edificio. Proprio per questa caratteristiche gli impianti integrati prevedono una tariffa incentivante leggermente più alta rispetto agli altri due.

Da una comparazione delle diverse offerte e soluzioni che gli operatori propongono, tralasciando le soluzioni tecniche più avveniristiche e costose, in media un impianto fotovoltaico costa € 5.000 euro per KW e pertanto una soluzione che faccia fronte al fabbisogno medio di una famiglia di 4 persone può essere realizzata con un investimento che va dai 15.000 ai 20.000 euro comprese le pratiche necessarie all’accesso alle tariffe incentivanti e al riconoscimento da parte di GSE5

Ma il fotovoltaico conviene?

La risposta immediata è sì. Conviene sia da un punto di vista ecologico, dato che si utilizza energia solare rinnovabile riducendo in modo sostanziale le emissioni di agenti inquinanti, sia da un punto di vista economico. Il confronto tra l’importo relativamente modesto dell’investimento (€20.000) e il ritorno economico è decisamente convincente. Ma spieghiamo meglio perché: l’impianto costa € 20.000  ha una vita di circa 25 anni. Dal momento dell’istallazione dell’impianto si accede al conto energia6 che garantisce per l’energia prodotta dall’impianto un credito pari circa 1.500 -2.000 euro per anno. Infine, dal 2010, si aggiunge la tariffa incentivante di scambio sul posto che permette di guadagnare circa  600 euro ogni anno. Il confronto a questo punto è abbastanza semplice, dato che già solo dopo 10 anni l’investimento iniziale è stato completamente ripagato e restano altri dieci anni di guadagno netto.

  1. strumento che permette la stabilizzazione ed immissione dell’energia raccolta dopo averla trasformata in corrente alternata direttamente nella rete elettrica []
  2. Lo scambio sul posto consente all’utente di un impianto, la compensazione tra il valore associabile all’energia elettrica prodotta e immessa in rete e il valore associabile all’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione []
  3. nei centri storici o negli edifici considerati patrimonio culturale della città bisogna di solito ottenere il visto della sovrintendenza ai beni culturali []
  4. Building Integrated PhotoVoltaics []
  5. Gestione Servizi Energetici, ovvero la società che si occupa della gestione del “Conto Energia” e del riconoscimento e autorizzazione all’accesso alla tariffa incentivante di tutti gli impianti fotovoltaici []
  6. sistema di incentivazione alla produzione di energia attraverso fonti rinnovabili []
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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