Operazione trasparenza, il nuovo pomo della discordia

trasparenza pa Operazione trasparenza, il nuovo pomo della discordiaNegli ultimi giorni mi è capitato spesso di discutere sull’”Operazione Trasparenza”, l’ultima azione intrapresa dal ministro Brunetta nel tentativo di riavvicinare la pubblica amministrazione ai cittadini e nello stesso tempo di limitare alcuni comportamenti, quali l’assenteismo, o pratiche, come l’affidamento a professionisti di incarichi e consulenze, non più accettabili.

Questa ultima battaglia prende spunto dall’art. 21 della legge 69/2009 che assegna l’obbligo alle pubbliche amministrazioni di rendere note, attraverso i propri siti internet, alcune informazioni relative ai dirigenti (curricula vitae, retribuzione, recapiti istituzionali) e i tassi di assenza e di presenza del personale, aggregati per ciascun ufficio dirigenziale.
Il volume, l’articolazione e la specificità dei dati da rendere disponibili a cura delle singole amministrazioni hanno suscitato non poche rimostranze e polemiche da parte dei dirigenti pubblici.

Quasi immediate sono state le richieste di sospensione e revoca del provvedimento in quanto dai più ritenuto lesivo della privacy, ma ad oggi non ci sono novità e l’obbligo è valido e cogente.

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Le decisioni di investimento per le aziende

Immagine tratta da Wikipedia CommonsLe aziende devono confrontarsi ogni giorno con il problema dell’ottimizzazione delle risorse disponibili. Tra queste, le fonti di finanziamento presentano sicuramente le maggiori criticità di approvvigionamento e gestione. Nei casi in cui la strategia dell’azienda miri all’ampliamento della gamma dei prodotti offerti, all’ingresso in un nuovo mercato, all’acquisizione di un’altra azienda o al rinnovamento della dotazione tecnologica disponibile, è necessario valutare la redditività dell’investimento, la sua convenienza economica e la sua sostenibilità in rapporto alla struttura patrimoniale o alla coerenza con le aree di business già attive.

La funzione finance si occupa appunto di tali valutazioni, avvalendosi di volta in volta del metodo più appropriato; esistono numerosi criteri di valutazione, ma ritengo rappresentativi, per la loro fondamentale diversità di approccio, il VAN, il payback period e l’IRR. Il primo prende in esame i flussi di cassa; il secondo si concentra sulla variabile tempo in rapporto alla strategia; il terzo fornisce una valutazione basata sul tasso di sconto.

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Il bilancio di esercizio – Struttura

Libra2 Il bilancio di esercizio – StrutturaLa redazione di un bilancio di esercizio non è certo un compito semplice: è necessario conoscere la normativa che lo regola, avere familiarità con i principi contabili ed essere in grado di interpretare e classificare le diverse voci di costo/ricavo nella maniera più conveniente e corretta per l’azienda. Direi che un buon modo per accostarsi ai processi che conducono alla redazione del bilancio sia analizzarne prima di tutto la struttura, in modo chiaro e approfondito.

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Le carte di credito

Carte di credito

Un po’ tutti avrete notato che da qualche anno si è ridotto l’utilizzo dei contanti per gli acquisti quotidiani. Se prima era impensabile uscire di casa senza un fondo di emergenza nel portafogli, oggi è frequente pagare anche le spese più piccole utilizzando il bancomat o la carta di credito. Quest’ultima, di recente, ha preso sempre più piede, per la facilità d’uso e per la possibilità di posticipare l’effettivo pagamento.

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Investimenti in borsa e buon senso

Il venditore di meridiane, da Hercules della DisneySe qualcuno in strada vi si avvicina e vi dice che potete comprare un oggetto del valore di 100 € a 40 € pensate oppure a una truffa o che l’oggetto è di dubbia provenienza. In queste occasioni, ci fermiamo a pensare, attiviamo alcuni dei nostri formidabili meccanismi di difesa, quali il dubbio, il ragionamento e il buon senso; e alla fine decidiamo di rischiare oppure no.

Quando un agente di borsa o la nostra banca propongono di investire 100 € e di riceverne tra un anno 130 € o più noi spegniamo il cervello e accettiamo, già pregustando la cedola di dividendi che verrà staccata.

Perché la seconda proposta non è guardata con sospetto? Perché dovrebbe essere possibile ricevere un rendimento del 30% in un anno senza un rischio considerevole?

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La sanità di Obama

Obama HealthcareLa riforma sanitaria di Obama

La sanità in America è da sempre il più grande ostacolo con cui i presidenti di area democratica si confrontano; non molto tempo fa, nel 1994, Clinton dovette rinunciare alla riforma del sistema sanitario, fortemente voluta dalla moglie.

In effetti è il settore in cui si presenta la più alta concentrazione di potere economico e il lobbismo fa ormai parte del codice genetico di ogni singola azienda farmaceutica. Pensare di cambiare lo status quo comporta affrontare rischi di considerevoli proporzioni: a livello politico lo scontro con la componente repubblicana del congresso, da sempre legata all’industria farmaceutica, e il possibile ostracismo; a livello di consenso elettorale l’insoddisfazione dei votanti, che si trovano a subire una rimodulazione del prelievo fiscale per finanziare la spesa sanitaria globale, senza un ritorno direttamente valutabile.

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