La sanità siciliana – Giorno di fuoco per l’Assessore Regionale

Scritto da: il 27.09.11
Articolo scritto da . Ignazio Del Campo, laureato Bocconi, Master in Economia e Management delle aziende sanitarie. Lavoro in una azienda ospedaliera siciliana come dirigente amministrativo; mi occupo del sistema di gestione dei flussi documentali, del sistema di contabilità analitica, dei sistemi di programmazione e monitoraggio degli acquisti.

Dopo una stagione estiva abbastanza travagliata arriva in discussione la mozione di censura (mozione n°244/2011 reperibile sul sito dell’ARS Sicilia, poi ripresentata dagli stessi firmatari con il n°285/11) all’Assessore Regionale alla Salute della Regione Sicilia. Non di poco conto è la valutazione dell’iter politico che fino ad oggi ha allontanato un voto sull’operato di Massimo Russo che per sue stesse dichiarazioni ha cessato il ruolo di tecnico per assumere un ruolo politico puro con relativo partito fondato nelle scorse settimane.

La nostra Regione ha nella sanità un cuore pulsante che assorbe più del 50% del bilancio e l’attuazione di una riforma comporta la modifica di equilibri che sicuramente creano degli scontenti. Se a questo aggiungiamo i profondi rapporti che legano sistema manageriale e sistema politico è facile comprendere come si possa arrivare ad un livello di scontro che travalica a volte i confini del buon gusto.

Da tecnico non voglio però dare nessuna valutazione politica, ma mi attengo esclusivamente ai fatti gestionali. Da un tecnico, come l’attuale Assessore, mi sarei aspettato una forte azione di riforma che avesse anche la capacità di raccogliere i frutti di quanto già era stato avviato dalle precedenti gestioni. Elementi positivi che già c’erano e che non sarebbe corretto sottovalutare o disprezzare in senso assoluto. L’azione di riforma del Governo Regionale e dell’Assessore è sicuramente uno dei temi più controversi della politica siciliana, perchè quasi sempre si è cercato di strumentalizzare ogni risultato in funzione di una politica trionfalistica o di totale disfattismo. Pochi si sono preoccupati di valutare gli effetti per la popolazione, pochi hanno il polso della situazione in cui versa il territorio dopo l’accorpamento di ospedali con asp ed il depotenziamento di alcune strutture senza l’attivazione dei PTA.

I risparmi cui si è avuto accesso non derivano, almeno ancora non oggi, da provvedimenti strutturali dato che molte delle gare di approvvigionamento regionali sono state revocate o sono sottoposte a ricorsi. Per quanto concerne il costo del personale (circa il 60% del bilancio di ogni singola azienda), gli effetti della riforma si vedranno a partire dall’anno prossimo dato che le piante organiche delle nuove aziende del SSR sono state approvate nel corso della prima parte dell’anno 2011.

Da tecnico credo che ci siano degli importanti strumenti nella riforma che possono portare al miglioramento complessivo del sistema di erogazione delle prestazioni sanitarie per gli utenti e possono migliorare la qualità della vita dei siciliani incidendo anche sul fenomeno della mobilità sanitaria passiva.

Da tecnico credo che i nostri rappresentanti regionali, appartenenti a qualsiasi compagine politica, debbano chiedersi se serve un nuovo Assessore o se serve un ulteriore sforzo per realizzare la riforma del sistema sanitario anche correggendola e modificandola.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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