La PEC, acronimo di posta elettronica certificata, è uno dei cardini dell’aggiornamento delle modalità di comunicazione tra cittadino e pubblica amministrazione inserito negli obiettivi n°11 e n°20 del “Piano E-Government 2012″, articolato e complesso progetto di rinnovamento ed evoluzione delle procedure e degli strumenti in dotazione della Pubblica Amministrazione al fine di contenere i costi dell’apparato burocratico, migliorare la qualità e la tempistica dei servizi offerti e sfruttare le nuove tecnologie per rispondere alle nuove esigenze dei cittadini.
La posta elettronica certificata (PEC) è un sistema di comunicazione che ha le stesse regole dell’ormai diffusissima posta elettronica a cui è aggiunta la capacità di identificazione univoca e certa del mittente e del destinatario di una comunicazione elettronica. Ad ogni casella di posta elettronica certificata è associata una firma digitale1. La codifica delle informazioni contenute nel messaggio avviene attraverso un sistema a crittografia avanzate con doppia chiave (pubblica e privata) secondo le specifiche tecniche allegate al Decreto Ministeriale 2 novembre 2005. Tale caratteristica ha convinto il legislatore ad assegnare alle comunicazioni certificate la piena validità giuridica e la opponibilità ai terzi. Volendo semplificare si ottiene che la comunicazione a mezzo PEC è giuridicamente equivalente ad un invio attraverso la raccomandata con ricevuta di ritorno. Tale valore si ha, però, solo in caso di utilizzo da parte sia del mittente sia del destinatario di un sistema di comunicazione con caselle certificate. Per chi volesse approfondire il tema consiglio la minigrafia del CNIPA, documento completo ed interessante che affronta analiticamente le caratteristiche, i vantaggi e le criticità connesse ad un sistema di comunicazione certificato.
L’art.2 del DPCM 6 maggio 2009 stabilisce che:”Al cittadino che ne fa richiesta la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, direttamente o tramite l’affidatario del servizio, assegna un indirizzo di PEC. L’attivazione della PEC e le comunicazioni che transitano per la predetta casella di PEC sono senza oneri per il cittadino”. Lo sforzo del Governo segue due principali direttive. La prima è quella di un incremento della partecipazione dei cittadini ai processi amministrativi, la seconda è quella della riduzione dei costi già prevista dall’art 2 comma 589 della Legge 244/20072. La scelta di estendere gratuitamente il servizio di invio certificato di comunicazione verso la P.A. e tra cittadini apre la strada per la semplificazione amministraivae la riduzione dei tempi di processo per l’erogazione dei servizi agli utenti. È, inoltre, un modo per introdurre un profondo rinnovamento nella mentalità del sistema burocratico attraverso l’introduzione “dal basso” della necessità di dematerializzare i flussi documentali da e verso gli enti. Un consapevole utilizzo delle tecnologie permetterebbe, infine, alle singole amministrazioni di avviare il reenginering dei processi di erogazione dei servizi e di costruire un sistema di workflow management efficiente e fortemente indirizzato alla soddisfazione dei bisogni degli utenti finali, cioè i cittadini.
Come già accennato le similarità con l’invio di messaggi con una qualsiasi casella di posta elettronica sono i primi vantaggi di immediata identificazione. La diffusione e la familiarità riducono la resistenza al cambiamento anche all’interno della pubblica amministrazione e sono un buon catalizzatore per la riuscita del progetto di estensione dell’utilizzo della posta elettronica certificata. Un secondo importantissimo vantaggio è la riduzione dei costi di comunicazione. Il cittadino che sceglie di dotarsi di PEC non solo la ottiene gratuitamente, ma può da quel momento eliminare dalle proprie spese i costi correlati all’invio di raccomandate verso la pubblica amministrazione. Fate un rapido calcolo in ordine al numero di raccomandate inviate ogni anno verso enti pubblici (Comune, Regione, Agenzia Entrate) che per comodità stimiamo in 10. Il costo minimo di spedizione per una raccomandata A/R è pari a 3,30 euro da cui deriva un risparmio diretto di 33 euro. Inoltre posso inviare il messaggio a più soggetti contemporaneamente senza uscire di casa. Non male come inizio! Da non sottovalutare è anche il valore aggiunto rappresentato dalla comunicazione in tempo reale e i livelli di qualità e di sicurezza del servizio definiti per legge.
Ma vediamo ora gli svantaggi. Prima di tutti non può essere dimenticato il livello di alfabetizzazione informatica del nostro Paese. Seppur aumentato rispetto agli anni precedenti la diffusione dei computer e di una connessione a banda larga non copre sufficientemente la popolazione del territorio italiano. Le stime di Audiweb parlano di un totale di 36 milioni di utenti potenzialmente connessi. Anche la distribuzione di queste persone incide sulla buona riuscita del progetto spostando l’attenzione sulla necessità di ridurre nel più breve tempo possibile il digital divide3, ancora evidente nel nostro Paese.
Il Ministero per l’Innovazione ha pubblicato il 5 agosto 2009 sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee 2009/S 148-217096 e sulla Gazzetta Ufficiale Italiana 5^ serie speciale n. 94 del 12 agosto 2009, il bando per l’affidamento in concessione del “servizio di comunicazione elettronica certificata tra pubblica amministrazione e cittadino (CEC-PAC)” mediante procedura ristretta4. Il termine per la presentazione delle richieste di partecipazione scade il 9 settembre 2009.
Voglio, inoltre, segnalare l’ottima scelta fatta dal Ministero per l’Innovazione in termini di trasparenza e possibilità di verificare l’effettivo stato di avanzamento dei singoli progetti contenuti all’interno del piano di e-government. Potete farvi un’idea con questo link.
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