Il bilancio di esercizio – Struttura

Scritto da: il 04.08.09
Articolo scritto da . Ignazio Del Campo, laureato Bocconi, Master in Economia e Management delle aziende sanitarie. Lavoro in una azienda ospedaliera siciliana come dirigente amministrativo; mi occupo del sistema di gestione dei flussi documentali, del sistema di contabilità analitica, dei sistemi di programmazione e monitoraggio degli acquisti.

Libra2La redazione di un bilancio di esercizio non è certo un compito semplice: è necessario conoscere la normativa che lo regola, avere familiarità con i principi contabili ed essere in grado di interpretare e classificare le diverse voci di costo/ricavo nella maniera più conveniente e corretta per l’azienda. Direi che un buon modo per accostarsi ai processi che conducono alla redazione del bilancio sia analizzarne prima di tutto la struttura, in modo chiaro e approfondito.

Una breve definizione

Tutte le società che esercitano attività economiche sul territorio nazionale sono obbligate, con cadenza annuale, a redigere un documento contabile di riepilogo che contenga informazioni sia sugli eventi accaduti nel periodo di riferimento sia sulle relative conseguenze economiche e finanziarie. Pur con delle differenze e  semplificazioni per le aziende di dimensione o con volume di affari più contenuto il modus operandi e i principi da seguire sono simili per tutte le tipologie di società.
Il legislatore ha provveduto a definire regole, principi e contenuti di questo documento di riepilogo dedicando un’intera sezione del Libro V (Del Lavoro) del Codice Civile.

L’art.2423, infatti, attribuisce il compito di redazione del bilancio di esercizio agli amministratori1 e definisce la composizione individuando tre elementi costitutivi:

  • conto economico;
  • stato patrimoniale;
  • nota integrativa e relazione sulla gestione.

Gli articoli successivi costruiscono la struttura di riferimento del bilancio e il contenuto sia del conto economico sia dello stato patrimoniale.
Limitarsi alla funzione obbligatoria di questo documento è, tuttavia, riduttivo dato che il bilancio rappresenta un momento di autocoscienza e di riflessione dell’azienda i cui risultati sono necessari per coloro che la amministrano per la valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati e per costruire le basi per la programmazione degli investimenti e delle strategie future.

Lo Stato Patrimoniale (art.2424 del Codice Civile)

È costituito dall’insieme delle voci che rappresentano la dotazione in attività e passività, in investimenti e fonti di finanziamento disponibili in un dato momento. Ha una struttura a sezioni contrapposte (attivo e passivo) suddivise in sotto aree e precisamente 4 per l’attivo e 5 per il passivo. Nella sezione “attivo” si trovano:

A – Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti: è l’area in cui si registrano i crediti per i decimi mancanti2 dal versamento iniziale e tutti gli altri importi che devono essere versati dai soci in seguito ad un aumento di capitale sociale.
B – Immobilizzazioni: questa sotto area contiene la rilevazione del valore di tutti gli investimenti materiali (impianti, macchinari, terreni, attrezzature, etc), immateriali (diritti di brevetto, costi di impianto ed ampliamento, avviamento3 e finanziarie (titoli, partecipazioni, etc). Il valore delle immobilizzazioni è esposto al netto del fondo di ammortamento.
C – Attivo circolante: si raccolgono in questa area le attività di breve periodo, cioè quegli investimenti che sono liquidi (cassa, Banca c/c) o che possono con facilità trasformarsi in liquidità (crediti verso clienti, attività finanziarie non strategiche, rimanenze).
D – Ratei e risconti4: registrano le quote sospese dei costi e dei ricavi a valenza pluriennale.

Nella sezione “passivo” si trovano:

A – Patrimonio netto: contiene il valore del capitale sociale, delle riserve obbligatorie per legge (legale e statutaria), delle altre riserve e del valore dell’utile o della perdita di esercizio.
B – Fondi per rischi e oneri: questa sotto area contiene la rilevazione del valore di tutti gli accantonamenti (costi non monetari) che l’azienda deve effettuare al fine di costituire fondi necessari ad affrontare delle spese future (spese legali) o dei rischi (fondo rischi su cambio) che possono manifestarsi. Le quote che annualmente vengono accantonate contribuiscono alla formazione del reddito di esercizio in quanto costo di competenza e pertanto sono registrate anche nel conto economico.
C – Trattamento di fine rapporto: Questa voce è un fondo, ma per la sua specificità è considerata separatamente. Contiene, infatti, le quote che ogni anno l’azienda accantona per la costituzione del trattamento di fine rapporto da corrispondere ai dipendenti al momento della cessazione del rapporto di lavoro con l’impresa. Le quote che annualmente vengono accantonate contribuiscono alla formazione del reddito di esercizio.
E – Ratei e risconti: registrano le quote sospese dei costi e dei ricavi a valenza pluriennale.

Il Conto Economico (art.2425 del Codice Civile)

Raccoglie i dati relativi ai costi ed ai ricavi monetari e non monetari5 di competenza che concorrono alla formazione del risultato di esercizio (utile o perdita). Ha una struttura scalare ed è articolato in cinque aree:

A – Valore della produzione: contiene l’insieme dei ricavi monetari e non monetari evidenziando il valore complessivo dei componenti positivi di reddito legato alla gestione caratteristica;
B – Costo della produzione: contiene i costi monetari e non monetari necessari all’acquisizione di tutti i fattori produttivi (materie prime, semilavorati, costo del personale, ammortamento, accantonamento, etc..);
C – Proventi e oneri finanziari: contiene il valore delle attività finanziarie in cui l’azienda ha investito (titoli, partecipazioni con imprese non collegate e non controllate, obbligazioni) oltre i costi per interessi passivi e finanziari sostenuti nel periodo di competenza. In questa area sono registrati anche i proventi per dividendi da partecipazioni in imprese collegate e controllate6 o comunque di rilevanza strategiche.
D – Rettifiche di valore di attività finanziarie: in questa area confluiscono tutte le operazioni di svalutazione e rivalutazione del valore delle attività finanziarie sia iscritte nell’attivo circolante sia inserite tra le immobilizzazioni finanziarie. Rappresentano pertanto dei maggiori costi e dei maggiori ricavi non correlati alla gestione caratteristica dell’azienda e la cui manifestazione può essere occasionale ed infrequente.
E – Proventi e oneri straordinari: appartengono a questa area tutte le rilevazioni di costi o ricavi la cui manifestazione è imprevedibile e non predeterminabile. Tipiche voci straordinarie sono le plusvalenze e le minusvalenza e le sopravvenienze attive e passive.

La somma algebriche dei risultati delle singole aree origina il risultato di esercizio.

La nota integrativa (art.2427 del Codice Civile)

È una relazione che completa le informazioni racchiuse nel conto economico e nello stato patrimoniale e ne fornisce la chiave di lettura necessaria all’individuazione delle dinamiche economiche, patrimoniali e finanziarie che hanno caratterizzato il periodo amministrativo di riferimento.

In essa vengono specificati e motivati i criteri di valutazione adottati dall’impresa per le singole poste di bilancio, prevedendo sia l’applicazione dei criteri previsti dai principi contabili nazionali ed internazionali sia l’applicazione di deroghe a specifiche norme di legge qualora le stesse non permettessero una valutazione veritiera e corretta. Il legislatore ha affidato alla nota integrativa il compito di fornire approfondimenti su:

  • i criteri applicati nella valutazione delle voci del bilancio, nelle rettifiche di valore, nella conversione dei valori in valuta estera;
  • la movimentazione che ha caratterizzato le immobilizzazioni materiale ed immateriali comprese le operazioni di rivalutazione o svalutazione;
  • la composizione e i relativi criteri di ammortamento dei costi capitalizzati;
  • le variazioni per i fondi, per il trattamento di fine rapporto e per gli accantonamenti;
  • le partecipazioni in imprese controllate e collegate comprensive degli eventuali proventi diversi dai dividendi;
  • l’ammontare e la composizione dei crediti e dei debiti con durata superiore a cinque anni
  • la composizione dei ratei e dei risconti sia attivi sia passivi, l’ammontare degli oneri finanziari e la composizione degli oneri straordinari;
  • la composizione e valorizzazione dei conti d’ordine;
  • le attività finanziarie che attribuiscono diritti su capitale di terze imprese (azioni di godimento, obbligazioni convertibili e simili).

La relazione sulla gestione (art. 2428 del Codice Civile)

La nascita dell’obbligo di redazione di questo documento è legata al recepimento della Direttiva 2003/51/CE i cui contenuti sono stati attuati con il Decreto Legislativo 32/2007.
La funzione della relazione sulla gestione è quella di fornire un’analisi veritiera, fedele e approfondita sull’effettivo andamento della gestione individuando il nesso causale tra scelte strategiche e risultati conseguiti, avendo cura di evidenziare anche le azioni realizzate attraverso le società collegate o controllate.

Il contenuto innovativo della relazione gestione è da ricondurre alla metodologia e agli strumenti di analisi da utilizzare: la riclassificazione del bilancio, unita all’analisi per indici economici (ROE, ROI, ROS, etc.) e per indici finanziari (solidità, solvibilità, autonomia finanziaria etc.) permettono agli amministratori sia di costruire un quadro informativo che migliora la comunicazione esterna verso gli investitori e gli altri soggetti del mercato (società di rating, Consob, Istat, etc) sia di disporre di elementi per la formulazione delle future strategie grazie alla comprensione dell’evoluzione della struttura economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa.

  1. È amministratore il soggetto cui è delegata la gestione della società. Il numero di amministratori è variabile e deve essere definito nell’atto costitutivo. Uno degli elementi che influenzano il numero degli amministratori è la forma sociale dell’azienda. È, infatti, costante nelle società per azioni la presenza del consiglio di amministrazione da cui provengono le strategie e le azioni che pone in essere una società. []
  2. In caso di costituzione di società di capitali, i soci che conferiscono denaro sono obbligati all’atto della sottoscrizione a versare immediatamente solo il 25% della rispettiva quota. La parte rimanente può essere richiesta dalla società in qualsiasi momento, se i decimi a chiusura del bilancio di esercizio non sono stati ancora richiamati il credito si iscrive tra le voci dell’attivo dello stato patrimoniale. []
  3. Quando un’impresa acquista una parte del capitale sociale di un’altra società paga un prezzo che spesso è superiore alla mera sommatoria del valore che costituiscono il patrimonio dell’azienda che si sta acquisendo. Tale differenza è l’avviamento che può definirsi come un plus valore riconosciuto da parte di chi acquista in funzione di una capacità di generare reddito dell’acquisito. []
  4. Alcune operazioni hanno delle refluenze su più esercizi e applicando il principio di competenza è necessario individuare la quota parte di costo da attribuire a ciascun bilancio. Il rateo è una quota di un costo o ricavo futuro (Assicurazione con pagamento posticipato, fitto attivo posticipato, etc.) già maturato e non ancora rilevato, la cui manifestazione finanziaria avrà luogo in esercizi futuri. Il risconto, invece, è una quota di un costo o ricavo che ha già avuto manifestazione finanziaria, ma ancora non completamente maturato (Assicurazione con pagamento anticipato, vendita di un servizio con canone anticipato, etc). In contabilità si chiamano rettifiche di storno o di integrazione. []
  5. I costi e i ricavi monetari sono originati da variazioni di liquidità, da variazioni di debiti o di crediti di breve periodo e dalla variazione delle rimanenze di magazzino. Sono costi monetari tutti gli acquisti di beni, servizi e utenze e sono monetari tutti i ricavi derivanti dalla vendita di ciò che si produce. I costi e i ricavi non monetari sono legati al ciclo economico e sono relativi alle tutte le operazioni di accantonamento, ammortamento o sospensione di costi per le costruzioni in economia. Queste operazioni incidono sui valori del conto economico, ma non comportano una variazione di cassa. []
  6. Una partecipazione è un diritto sul capitale di un’altra impresa. Le tipologie di partecipazione possono originare un controllo “legale” se si detiene la maggioranza dei voti dell’assemblea ordinaria, o un’influenza dominante se si ha una maggioranza qualificata (20% capitale sociale o 10% se società è quotata in borsa). []
  • Noemi

    Articolo interessante come sempre, anche se le parti più tecniche le ho lette rapidamente perché tanto non le capirò mai!

    Se mai aprirò un’azienda e dovrò fare tutte queste cose difficili, ti assumerò!

    :-p

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