Vecchie abitudini: il salvadanaio

Scritto da: il 02.09.10
Articolo scritto da . Ignazio Del Campo, laureato Bocconi, Master in Economia e Management delle aziende sanitarie. Lavoro in una azienda ospedaliera siciliana come dirigente amministrativo; mi occupo del sistema di gestione dei flussi documentali, del sistema di contabilità analitica, dei sistemi di programmazione e monitoraggio degli acquisti.

Salvadanaio SmartPur avendo passato da un pezzo l’età in cui mi venivano regalate le monetine da 100 e 500 lire “per metterle da parte per comprarmi un giocattolo o le figurine”, continuo a considerare importantissimo il messaggio collegato a quel semplice gesto. Pochi giorni fa ho, infatti, deciso di ripristinare in famiglia un’usanza molto vecchia: il salvadanaio.

Per quanto possa sembrare anacronistico è un oggetto che ha grande significato e che forse, proprio per il contesto in cui stiamo vivendo attualmente, dovrebbe tornare in auge in ogni famiglia.

Perché il salvadanaio? Risparmio e responsabilità

In un momento in cui soffiano i venti della crisi e dell’incertezza economica appare sempre più importante recuperare il controllo della spesa familiare riducendo anche quella tendenza all’indebitamento sempre più incentivata dagli acquisti rateizzati a  tasso zero o dall’uso di carte revolving di cui abbiamo già parlato.

L’introduzione nel sistema “famiglia” del salvadanaio permette da un lato il congelamento e recupero di risorse utili alla creazione di un tesoretto da utilizzare in casi di emergenza o per spese programmate senza attingere a finanziamenti di terzi per beni “futili” e non azzera la capacità di spesa corrente garantendo  l’immissione di nuove risorse nel mercato, dato che è un bene che l’economia “giri”.

Il valore del salvadanaio è ancora più rilevante se valutato nell’ottica dell’insegnamento  e della responsabilità dato  che assegnando un salvadanaio ad ogni membro della famiglia, soprattutto i più piccoli,  è più facile spiegare il valore del denaro ed istituire un sistema premiante.

Attraverso le monetine che ognuno di noi, bambino, metteva da parte nel suo maialino/barattolo o chissà che altro, si apriva un mondo di desideri e sogni; chi non ricorda di aver sentito la frase “mettili nel salvadanaio e quando sarà pieno ti compreremo…”. E si vedeva crescere il gruzzolo piano piano, ogni giorno, fino al momento fatidico del premio.

Si imparava l’attesa, il rispetto, si imparavano concetti come il giusto compenso, la focalizzazione su un obiettivo e la procrastinabilità di ogni desiderio. Tante, tantissime lezioni in un minuscolo oggetto di terracotta o metallo. E sono insegnamenti che è necessario riportare nel quotidiano, ripartendo, com’è giusto, dai bambini, anche se a volte un po’ cresciuti.

  • http://biancoenero.blogdo.net Fabiola

    Ahhh
    ho 28 anni e ogni anno della mia vita ho avuto un salvadanaio. Quando ero piccola il classico porcellino, oggi i miei sono “salvadanai da adulta”, non ci sono più i porcellini, ma sparsi per la casa veri e propri punti di raccolta che io destino ad obbietti specifici e funziona, funziona

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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