Il Decreto Legislativo 150/2009 – L’applicabilità al Servizio Sanitario Nazionale

Scritto da: il 14.10.11
Articolo scritto da . Ignazio Del Campo, laureato Bocconi, Master in Economia e Management delle aziende sanitarie. Lavoro in una azienda ospedaliera siciliana come dirigente amministrativo; mi occupo del sistema di gestione dei flussi documentali, del sistema di contabilità analitica, dei sistemi di programmazione e monitoraggio degli acquisti.

Il Decreto Legislativo 150/2009, meglio conosciuto come Riforma Brunetta, è nato alla fine dell’anno 2009 sull’onda della campagna di riposizionamento della Pubblica Amministrazione attraverso la “lotta ai fannulloni”, la riduzione dell’assenteismo e sulla spinta del necessario recupero di efficienza dell’intero sistema di produzione ed erogazione dei servizi/beni pubblici. Lo spirito ed i principi che in essa sono contenuti rappresentano da un lato la summa del processo di privatizzazione del pubblico impiego che era stato avviato negli anni ‘90 e successivamente con il D.Lgs 165/2001, dall’altro  lo strumento di rivoluzione dei ruoli e delle responsabilità della dirigenza e del pubblico dipendente in materia di trasparenza, valutazione, merito e del correlato sistema premiante.

La norma

Volendo riassumere brevemente gli obiettivi che la riforma riteneva necessario raggiungere vanno evidenziati:

  • La maggiore responsabilità nella gestione affidata alla dirigenza:
  • La ricerca di una maggiore efficienza allocative delle risorse tecniche ed umane;
  • La ricerca di una generale maggiore produttività del lavoro pubblico da conseguire attraverso la riorganizzazione del lavoro, la promozione dei percorsi di carriera e del merito e la trasparenza;
  • La contrazione degli spazi di contrattazione sindacale in materia di organizzazione degli uffici e del lavoro;

Il testo del decreto, proprio per la vastità ed eterogeneità degli interlocutori cui si rivolge, risulta in alcuni casi di difficile interpretazione e dove non è stata prevista una puntuale identificazione dei tempi e delle modalità di applicazione, aumenta considerevolmente il rischio di cadere in ritardi di applicazione, erronee interpretazioni ed interventi di organi ed enti non competenti alla chiarificazione delle disposizioni contenute nel richiamato decreto.

Cosa succede al Servizio Sanitario Nazionale?

Per questo settore della Pubblica Amministrazione la mescolanza tra principio di competenza legislativa unito a quanto previsto dall’art.16 comma 1, dall’art. 29 comma 1 e dall’art.31 del 150/2009 hanno originato diversi approcci interpretativi e hanno richiesto successivi interventi di chiarimento anche da parte della CIVIT (delibera n°6 del 2011).

Andando con ordine, per le aziende sanitarie il primo obbligo, già a partire dall’entrata in vigore del Decreto 150/2009, è quello di di garantire la trasparenza, intesa come accessibilità, anche attraverso la pubblicazione sui siti istituzionali, e disponibilità di informazioni concernenti l’organizzazione, gli indicatori relativi agli andamenti gestionali, l’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, i risultati dell’attività di misurazione e di valutazione.

Il secondo obbligo si caratterizza per il divieto di distribuzione in maniera indifferenziata o sulla base di automatismi di incentivi e premi collegati alla performance in assenza delle verifiche e attestazioni sui sistemi di misurazione e valutazione da adottare secondo i principi previsti dal decreto. Tale concetto (art.18) interviene rafforzando quanto già disposto dal D.Lgs. 165/2001 e pone le basi per le disposizioni imperative previste all’art. 29 del 150/2009 che intervengono sull’efficacia della contrattazione integrativa futura delle singole aziende determinando l’impossibilità proprio per la contrattazione integrativa futura, e precisamente per il periodo contrattuale successivo a quello di entrata in vigore del decreto, di prevedere deroghe al nuovo sistema di gestione e valutazione del personale.

Da quando si applica?

Per le amministrazioni del SSN che per giurisprudenza costituzionale costante sono regolamentate da una legislazione concorrente, occorre rilevare che le disposizioni di cui al comma 1 dell’art 74 del D.Lgs. 150/2009 costituiscono per esplicita previsione norme di potestà esclusiva dello Stato e quindi di immediata applicazione, mentre le disposizioni di cui al comma 2 dello stesso articolo costituiscono una previsione normativa concorrente che incide direttamente ed immediatamente sull’ordinamento delle aziende del SSN, e non necessita un preventivo provvedimento di adeguamento come nel caso dell’ordinamento regionale e degli enti locali.

Dalla lettura sistematica  emerge chiaramente che le aziende del SSN debbano rispettare tutte le norme fin qui citate avviando sollecitamente la procedura di nomina dell’Organismo Indipendente di Valutazione (di cui all’art. 13 comma 6 lett. g) e all’art. 14 del D.Lgs. 150/2009) che a decorrere dal 30 aprile 2010 sostituisce il Nucleo di Valutazione e che entro il 30 settembre 2009, ai sensi dell’art. 30 comma 3 dello stesso decreto, deve provvedere a definire i sistemi di valutazione della performance di cui all’art. 7 dello stesso decreto

A rafforzare la tesi di immediata applicazione concorre anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica con Circolare n°7 del 13 maggio 2010 al punto 2 pagina 5 terzo periodo e al punto 3  lettera c) pagina 9 ultimo periodo precisa che:

  • “Ragionando per converso, tutte le altre disposizioni in materia, non menzionate cioè dal comma 1 dell’articolo 65 del decreto citato, devono intendersi applicabili dall’entrata in vigore del medesimo, purché non vincolate alla stipulazione di clausole di competenza della nuova contrattazione nazionale”;
  • “Si sottolinea che le suddette disposizioni si applicano alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 ed a tutti i contratti integrativi sottoscritti successivamente al 15 novembre 2009, data di entrata in vigore del d.lgs. n. 150 del 2009, indipendentemente dall’anno di riferimento finanziario del fondo di amministrazione regolato
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